Pubblicazioni

In questa sezione potrete trovare tutte le pubblicazioni curate e promosse dalle nostra associazione.

statistiche
Venerdì 29 Marzo 2013
Copertina 

Dati e considerazioni sui passaggi di pellegrini
rilevati all’Ostello di Billiemme, in Vercelli
(anni 2011 e 2012)
di Mario Matto
Vercelli si trova nel punto d’incontro tra il ramo francigeno proveniente dal Gran
San Bernardo (“Itinerario di Sigerico”) e quello proveniente dalla Valle di Susa
e da Torino. Conoscere l’entità dei flussi di pellegrini che percorrono i due rami
è senz’altro utile, non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per i decisori pubblici
che si occupano dell’infrastrutturazione dei percorsi. Grazie all’impegno dell’Associazione
“Amici della Via Francigena di Vercelli”, queste informazioni
sono ora disponibili per tutti1. Riportiamo i dati relativi al 2011 e al
2012, sul modello adottato nel capitolo precedente.
DATI DEL 2011
I pellegrini che nel 2011 hanno pernottato presso l’Ostello di Billiemme
sono stati 3062, suddivisi tra 198 uomini (64,7% del totale) e
108 donne (35,3%). Per quanto riguarda l’età, la fascia da 20 a 30 anni
accoglie il 12,4% dei passaggi, quella da 30 a 40 il 5,9%, da 40 a 50 il
16,1%, da 50 a 60 il 20,9%, da 60 a 70 il 36,9% e, infine, gli over 70
rappresentano il 7,8% dei passaggi. Raggruppando i dati nelle tre macroclassi
da noi solitamente utilizzate, si ottiene che i pellegrini con
meno di 40 anni rappresentano il 18,3% del totale; quelli di età compresa
fra i 40 e i 60 anni rappresentano il 36,9% del totale; quelli con
più di 60 anni il 45,1%.
In relazione alle nazionalità prevalenti, al primo posto si trovano
i pellegrini italiani (38,6%), seguiti dai francesi (27,5%), dai tedeschi
1 Ulteriori dettagli possono essere ottenuti contattando gli Amici della Via Francigena di Vercelli
(tramite il sito: www.amicidellaviafrancigena.vercelli.it).
2 Il dato si riferisce ai passaggi registrati fino a fine ottobre. Per arrivare al totale annuo, dunque,
occorrerebbe aggiungere i passaggi di novembre e dicembre 2011 che, tuttavia, si possono
considerare del tutto sporadici.
256 Sulla Francigena
ostello di billiemme
(8,8%) e dagli spagnoli (3,9%). Le nazionalità residue (ben 17) rappresentano
il restante 21,2% del totale.
Per quanto riguarda il periodo di passaggio, rileviamo che nei
primi quattro mesi dell’anno è passato appena il 9,5% dei pellegrini,
mentre, a partire dal mese successivo, la proporzione sale rapidamente,
passando al 17% di maggio, al 15,4% di giugno, al 18,3% di
luglio, al 17,6% di agosto e al 18,6% di settembre. L’ultimo mese a
cui si riferiscono le rilevazioni, ottobre, accoglie il restante 3,4% del
passaggi. Anche a Vercelli, come a Santhià, il mese con il maggior numero
di passaggi è stato dunque settembre.
Facendo riferimento alle motivazioni del viaggio, rileviamo che le
voci prevalenti sono quelle del pellegrinaggio (34,6%) e della fede
(24,2%), seguite dalla ricerca di nuove esperienze (16,3%), dal desiderio
di spiritualità in senso ampio (15,4%) e dagli interessi culturali
(9,5%)3.
Per quanto riguarda la direzione di provenienza, si può rilevare
che il 50% dei pellegrini proviene dal Gran San Bernardo (nel senso
che è passato da quel luogo, o perché ha iniziato il pellegrinaggio da
località straniere situate prima del passo o perché è partito almeno da
questo punto) e che il 34,6% proviene dal Monginevro/Moncenisio
(con analoga interpretazione). Il restante 15,4% è partito da altre località,
o situate su questi due assi, ma poste più a valle, oppure da altri
centri. Dunque, in termini di entità dei flussi, il ramo francigeno che
proviene dal Monginevro è tutt’altro che trascurabile (nel 2011 lo ha
percorso oltre un terzo dei camminanti che hanno pernottato a Vercelli),
sebbene per ora il maggior flusso di pellegrini continui a preferirei
l’itinerario di Sigerico.
3 Mancano le preferenze relative al desiderio di conoscere la natura, l’ambiente, di fare attività
fisica ecc. in quanto non presenti nell’elenco delle possibili opzioni. A questo proposito, sarebbe
auspicabile sottoporre ai pellegrini una versione concordata del questionario, in modo
da ottenere dati più facilmente confrontabili tra loro.
Sulla Francigena 257
statistiche e commenti
Infine, per quanto riguarda la destinazione, la maggior parte dei
pellegrini è diretta verso Roma (85,3%), sebbene non tutti si propongano
di raggiungere direttamente questa meta, preferendo (o essendo
costretti) a interrompere il pellegrinaggio in una località intermedia,
eventualmente per riprendere il cammino in un momento successivo.
Un piccolo numero di camminanti è diretto verso la Valle di Susa e
intende raggiungere Santiago (4,3%), mentre il restante 10,4% è diretto
verso altre mete (tra cui Canterbury e Gerusalemme).
DATI DEL 2012
Nel 2012 l’analisi è stata condotta sia presso l’Ostello di Billiemme,
sia presso una struttura ricettiva privata, l’Hotel Matteotti.
Presso l’Ostello di Billiemme i passaggi sono risultati 339, in aumento
di circa il 10% rispetto all’anno precedente. La composizione
per genere vede un maggior peso dei pellegrini maschi, saliti al 74%
del totale dei passaggi (in notevole aumento rispetto al 64,7% dell’anno
prima). Le donne sono state 88, pari al 26% del totale dei passaggi.
Per quanto riguarda l’età, la fascia da 20 a 30 anni accoglie il 13,9%
dei passaggi, quella da 30 a 40 il 12,7%, da 40 a 50 il 14,2%, da 50 a
60 il 25,1%, da 60 a 70 il 30,4% e, infine, gli over 70 rappresentano il
3,8% dei passaggi. Raggruppando i dati nelle solite tre macroclassi,
si ottiene che i pellegrini con meno di 40 anni rappresentano il 26,5%
del totale (in aumento rispetto al 18,3% dell’anno prima); quelli di età
compresa fra i 40 e i 60 anni rappresentano il 39,2% del totale (anch’essi
in leggero aumento); quelli con più di 60 anni il 34,1% (in forte
calo rispetto al 45,1% dell’anno prima).
Con riferimento alle nazionalità, al primo posto si trovano i pellegrini
italiani (in tutto 156, che rappresentano il 46% del totale, in
notevole aumento rispetto al 38,6% dell’anno prima), seguiti dai francesi
(18,9%, in calo rispetto al 27,5% del 2011), dai tedeschi (8,5%) e
258 Sulla Francigena
ostello di billiemme
dagli svizzeri (5,6%). Le nazionalità residue4 (ben 20) rappresentano
il restante 20,9% del totale. Rispetto ai dati rilevati a Santhià, si può
rilevare un peso superiore degli italiani (di circa 4 punti percentuali)
e dei francesi, verosimilmente a causa del maggior utilizzo di questi
ultimi del ramo proveniente direttamente dalla Francia.
Per quanto riguarda il periodo di passaggio, rileviamo che nei
primi tre mesi dell’anno è passato il 5,9% dei pellegrini (20 passaggi);
poi, dal mese successivo, i flussi si intensificano notevolmente, cosicché
si hanno 27 passaggi in aprile5 (8%), 51 a maggio (15%), 50 a giugno
(14,7%), 34 a luglio (10%), 64 ad agosto (18,9%), 67 a settembre
(19,8%); negli ultimi tre mesi passano 26 pellegrini, pari al 7,7% del totale.
Anche quest’anno, dunque, a Vercelli così come a Santhià, il mese
con il maggior numero di passaggi è stato settembre. I dati di Vercelli
mostrano comunque una distribuzione un po’ meno concentrata dei
flussi (ovvero meglio distribuita tra i diversi mesi) rispetto a Santhià.
Considerando la direzione di provenienza, si può rilevare che il
ramo della Valle di Susa rappresenta circa un quarto dei flussi totali,
in calo rispetto al dato dello scorso anno (quando rappresentava circa
un terzo del totale); per quanto riguarda la destinazione, la maggior
parte dei pellegrini è diretta verso Roma (62,8%), ma non sono pochi
(un terzo) coloro che prevedono di fermarsi in una località intermedia,
da cui eventualmente riprendere il cammino il prossimo anno.
Un piccolo numero di camminanti è diretto verso la Valle di Susa e
intende raggiungere Santiago (4,1%, in linea con i dati dello scorso
anno). La larga maggioranza dei camminanti (86,1%) ha compiuto il
pellegrinaggio a piedi, ma sono ben 47 (pari al restante 13,9%) coloro
che hanno effettuato l’escursione in bici.
4 Tra cui segnaliamo: 13 olandesi, 10 belgi, 7 statunitensi, 6 canadesi, 5 inglesi, 5 polacchi, 4
spagnoli, 4 austriaci, 3 australiani, 2 cechi e altrettanti dominicani e brasiliani, 1 portoghese,
così come un coreano, norvegese, cinese, svedese, irlandese, sudafricano e romeno.
5 Sommando il dato di questo mese a quello dei tre precedenti, si raggiunge il 13,9%, dato
sensibilmente superiore rispetto al 9,5% rilevato l’anno prima.
Sulla Francigena 259
statistiche e commenti
Facendo riferimento ai dati raccolti presso l’Hotel Matteotti (in
tutto 43 passaggi), rileviamo in primo luogo che la composizione per
genere è molto più omogenea (24 maschi e 19 femmine, pari, rispettivamente,
al 55,8 e al 44,2% del totale), possibile segno della ricerca
di maggiore privacy rispetto alla sistemazione in ostello.
Quanto alla nazionalità degli ospiti, risulta notevolmente sovrarappresentato
il peso della componente svizzera (32,6% del totale),
tedesca (18,6%) e inglese (18,6%): basti rilevare che queste tre nazionalità,
congiuntamente considerate, rappresentano il 69,8% dei
passaggi in albergo, ma solo il 15,6% di quelli in ostello. Sono invece
decisamente sottorappresentate le presenze italiane (11,6%) e francesi
(4,6%), che in ostello costituivano, invece, il 46 e il 18,9% del
totale. Si registra poi il passaggio di quattro australiani, un canadese
e un austriaco.
Tra le informazioni residue, segnaliamo che il rapporto tra coloro
che provengono dal Monginevro e coloro che arrivano dal Gran San
Bernardo è sostanzialmente in linea con i dati rilevati in ostello (rappresentando
infatti il 28,2 e il 71,8% del totale), mentre risulta largamente
inferiore il peso di coloro che dichiarano di essere diretti a
Roma (solo il 32,6%, rispetto a oltre il 60% rilevato presso l’altro campione).
Infine, tutti i pellegrini che hanno soggiornato presso l’albergo
hanno dichiarato di spostarsi a piedi.
Una prima conclusione
Dai dati sopra evidenziati e dal loro confronto con quelli rilevati a
Santhià si può rilevare che a Vercelli (presso l’Ostello di Billiemme o
negli alberghi cittadini) sosta presumibilmente la quasi totalità dei pellegrini
di passaggio lungo la Via Francigena, rappresentando questo
centro un vero e proprio “passaggio obbligato”, sia per la mancanza
di ricettività presso gli altri Comuni vicini situati lungo gli itinerari
francigeni6, sia per la necessità di dover superare il fiume Sesia sull’unico
ponte esistente in zona.
260 Sulla Francigena
ostello di billiemme
Questa circostanza può forse spiegare il dato relativo al numero di
passaggi rilevato a Vercelli, molto più elevato rispetto a quello registrato
a Santhià, dove, al contrario, non mancano svariate possibilità
di pernotto nei Comuni vicini (molti pellegrini che arrivano da Ivrea,
per esempio, possono fermarsi a Cavaglià, quando non a Roppolo e
a Viverone, e poi proseguire fino a San Germano o a Vercelli). Sotto
questo profilo, Vercelli si dimostra un luogo particolarmente adatto
per effettuare rilevazioni mirate a valutare quantitativamente il flusso
di pellegrini di passaggio7.
Inoltre a Vercelli confluisce, come noto il ramo francigeno proveniente
dalla Val di Susa, che merita di essere esaminato distintamente
rispetto all’itinerario di Sigerico, allo scopo di rilevare possibili differenze,
non solo in termini statistici, ma anche di “esigenze” e di possibili
carenze, essendo il ramo segusino attualmente meno
infrastrutturato rispetto a quello di Sigerico.
Una sintesi delle tendenze rilevate a Santhià e a Vercelli
Le rielaborazioni condotte sui dati rilevati a Santhià e a Vercelli mostrano
tendenze tra loro concordanti (sia quando il confronto viene
fatto tra i dati del 2011 rispetto al 2010, sia con quelli del 2012 rispetto
al 2011) e questo è un aspetto di notevole importanza ai fini
6 Prima e dopo Vercelli, infatti, i due Comuni più vicini posti lungo l’itinerario di Sigerico
sono Olcenengo da un lato – il cui centro abitato non è tuttavia attraversato dalla Via Francigena
– e Palestro, dall’altro, entrambi situati a una decina di km da Vercelli; sul ramo proveniente
da Torino, invece, l’ultimo ostello utile si trova a Lamporo (distante oltre 30 km),
circostanza che rende il pernotto a Vercelli una scelta praticamente obbligata.
7 Un possibile sviluppo di queste considerazioni riguarda il tentativo di passare dal numero
dei pernottamenti documentati dai vari ostelli al numero effettivo dei passaggi in una certa
area. Ne abbiamo già accennato nel primo numero del quaderno “Sulla Francigena”; qui ci limitiamo
a ribadire che, grazie a maggiori scambi di informazioni tra strutture vicine, questo
dato potrà diventare sempre più attendibile. Analogo discorso vale se si riusciranno a ottenere
indicazioni sui flussi che fanno capo alle strutture alberghiere.
Sulla Francigena 261
statistiche e commenti
di convalidare, da un lato, la serietà con cui i questionari sono stati
compilati, dall’altro la bontà dello strumento di rilevazione utilizzato.
In entrambi i casi si evidenzia che i dati del 2012 sono “più simili”
a quelli del 2010 anziché a quelli del 2011 (per esempio con riferimento
alla composizione per genere e alla suddivisione per classi di
età), segno che nel 2011 vi possono essere state comuni circostanze
(come il passaggio di alcuni gruppi) che hanno “pesato” sui risultati
finali e ne hanno provocato uno scostamento rispetto al trend. Comunque,
per riassumere le tendenze più stabili, si può dire che in questo
biennio si è rilevato:
– un costante (e significativo) aumento dei passaggi;
– una maggior presenza relativa di pellegrini italiani;
– un aumento dei pellegrinaggi lunghi (oltre due settimane di cammino);
– una spesa giornaliera mediamente più elevata (rispetto al 2010);
– migliori valutazioni sulle condizioni della segnaletica;
– minori segnalazioni di problemi o criticità riscontrate durante il
cammino.
Non si hanno invece tendenze nette per quanto riguarda la composizione
dei pellegrini per genere, considerato l’incremento della
componente femminile nel 2011 e la sua riduzione nel 2012; altrettanto
dicasi per quanto riguarda la suddivisione degli stessi per fasce
d’età8: nel 2011, infatti, aumenta il peso della componente più anziana,
che poi si riduce nel 2012; il contrario avviene con riferimento a quella
più giovane.
Infine si può rilevare che a Vercelli, in entrambi gli anni, il peso
della macroclasse con più di 60 anni è risultato superiore a quello rilevato
a Santhià (dato a cui fa da contraltare una minor presenza di
pellegrini giovani); sempre a Vercelli, poi, si rileva una minor presenza
8 Ci riferiamo non tanto alle fasce d’età decennali rilevate a Vercelli, ma alle macroclassi di età
introdotte con i nostri questionari (“fino a 40 anni”; “da 40 a 60 anni”; “oltre 60 anni”).
262 Sulla Francigena
ostello di billiemme
relativa di italiani e un maggior peso dei francesi rispetto a Santhià,
verosimilmente a causa del maggior utilizzo di questi ultimi del ramo
proveniente direttamente dalla Francia.
Altre collaborazioni
Nel 2011 è iniziata una raccolta sistematica di dati anche presso gli ostelli
di Ivrea, a cura dell’Associazione “La Via Francigena di Sigerico”. Nella
fattispecie, i questionari somministrati sono gli stessi utilizzati a Santhià e
ciò ha permesso un confronto diretto dei vari aspetti dell’indagine. Tuttavia
nel 2012 i questionari non sono più stati consegnati9 al nostro Osservatorio,
e questo non ha consentito di svolgere un confronto completo, come
quello testé effettuato con riferimento a Vercelli. Quello che possiamo comunque
rilevare, sulla base dei dati ricevuti a fine 2011, è che risultano relativamente
pochi i pellegrini che si sono fermati sia a Ivrea che a Santhià
(poco più di un terzo del totale), segno che molti di costoro hanno concluso
la loro tappa a Cavaglià (anziché a Santhià) e poi hanno raggiunto
direttamente Vercelli; oppure hanno soggiornato presso strutture alberghiere
o hanno scelto altre soluzioni10. Questa circostanza consente di ipotizzare
che il numero effettivo dei camminanti sia significativamente più
ampio di quello che risulta dall’attuale sistema di rilevamento: del resto, se
due terzi degli ospiti di Ivrea non viene intercettato a Santhià, vuol dire
che l’organizzazione delle tappe lungo questa sezione del percorso è, probabilmente,
molto più “libera” di quanto si possa immaginare.
Questa circostanza giustificherebbe inoltre il dato quantitativo di Vercelli,
molto più elevato rispetto a quello rilevato, separatamente, a Ivrea e
a Santhià; in altre parole, a Vercelli si fermano “tutti”, considerato che i
Comuni vicini non offrono ancora adeguate soluzioni di pernotto; il contrario
avviene nelle località poste più a monte, molto più ricche di posti
tappa o di soluzioni similari.
9 Su decisione del Consiglio Direttivo dell’Associazione.
10 Va aggiunto che qualcuno non ha più compilato il questionario, una volta arrivato a Santhià,
dicendo di averlo già fatto a Ivrea, e anche questo è un aspetto di cui occorre tener conto.
Sulla Francigena 263
statistiche e commenti

I Nostri Pellegrinaggi

In questa sezione sono disponibili le schede dei nostri pellegrinaggi, divise per cammini...


Photogallery

Guarda la nostra galleria fotografica, sempre aggiornata e suddivisa in esperienze...

 

Per informazioni

Presidente:
Grigoletto Tiziana
cell: 393 2549109

Logo Amici della Via Francigena


Logo Rete dei Cammini

Vicepresidente:
Merli Antonio
cell: 333 4579089

Segretario:
Olivetta Edoardo
cell: 338 6177070

Tesoriere:
Conti Franco
cell: 340 8052277

Resp. ostello HOSPITALE SANCTI EUSEBI:
Buoso Valmer
cell: 347 2732451



Sito ufficiale della Via Francigena

Viefrancigene.org - Il sito ufficiale della Via Francigena, dove potete scaricare mappe, guide e tracce GPS dell'itinerario, l'elenco degli ostelli e delle strutture di accoglienza, e informazioni sul percorso